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Pink Floyd, the final cut

In Musica on settembre 18, 2008 at 9:23 pm
Richard Wright

Richard Wright

Certo che il buon Dio proprio non ce la faceva più ad aspettare, evidentemente anche chi di tempo ne ha letteralmente un’infinità dinanzi alla musica diventa impaziente, ingordo, avido.  Probabilmente lassù c’era bisogno di un tastierista che suonasse insieme a Sid Barrett e non c’è stato verso di far cambiare idea al vecchio Diamante Pazzo. Pazienza, ce ne faremo una ragione. Anche se è difficile. Già, perchè in fin dei conti tutti speravamo di rivederli ancora insieme i Pink Floyd, magari solo per una volta, un’ultima volta. A questo punto dovremo accontentarci del ricordo di quel meraviglioso 2 luglio 2005 quando a Londra accadde l’impossibile: Waters, Gilmour, Mason e Wright di nuovo insieme. Non accadeva dal tour promozionale di The Wall, dal lontano 1981. Certo, gli irruducibili ora spereranno che i tre Floyd rimasti si inventino qualcosa per commemorare l’amico scomparso, magari un concerto in trio: chitarra, basso e batteria. Gilmour, Waters, Mason. Se quel giorno arriverà, e l’irriducibile che scrive lo spera ardentemente, bisognerà fermare il mondo, montare un grande palco, il più grande mai visto, radunare l’intera umanità e puntare alcuni amplificatori verso il cielo, anche il buon Dio dovrà godersi quel frammento d’eternità. Magra consolazione, lo so, lo sappiamo tutti che non sarà la stessa cosa, lo sa anche il buon Dio che nessuno, neanche la sua ingombrante assenza, potrà mai sostituire Richard Wright, eppure a noi irriducibili ora non resta che questo: sperare l’improbabile. Ciao Richard, ci mancherai.

Giorgio Castriota

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  1. Un’altro pezzo della mia vita che se ne va.

  2. Decisamente troppo giovane per poter ricordare quel lontano 1981, non ero neanche nata, ma sicuramente abbastanza grande da poterli considerare un grande mito!

  3. Purtroppo la vita, alle volte, gioca brutti scherzi. Personalmente ho iniziato ad ascoltare i Pink Floyd da adolescente, quando con la curiosità di quel tempo, spulciavo gli “LP” di mio padre. Da allora non ho mai smesso. Mi chiedevo sempre chi era “quell’individuo” (per non definirlo mostro) che suonava la tastiera in quel gruppo a me sconosciuto. Brani come “A Saucerful of Secrets”, “Echoes”,”Shine on You Crazy Diamond”,”The Great Gig in the Sky”, “Sysyphus”, (c’è ne sono tantissimi di brani stupendi) in cui la tastiera era uno degli elementi portanti, hanno suscitato in me sensazioni uniche. Non basta un semplice commento in un blog per descriverle, sono tante e inspiegabili!! Voglio solo dire una cosa: mi mancherai Richard.

  4. Ciao ragazzi,
    vorrei inviarvi un sincero GRAZIE da Tokyo: sentire le vostre voci, mi ha riportata per un attimo nell’amata Italia. In realtà il mio grazie, nasce da un sentimento di profonda stima nei confronti del vostro blog; conosco da poco “Il presidio”, e ne sono stata da subito assolutamente affascinata. Il vostro desiderio di condivisione e l’entusiasmo che emerge dai testi che scrivete e ora dalle vostre voci, è un grande dono che fate a tutti quelli che vengono in contatto con voi.. perché se c’è una cosa che insieme ai sentimenti dell’Uomo, può solo accrescersi se condiviso è il Sapere, nel senso più generale del termine, che comprende al suo interno lo spirito critico che vi caratterizza..
    Grazie quindi, ragazzi, per essere sempre di forte stimolo per chi vi ascolta, per aver messo a disposizione di tutti noi le vostre conoscenze, la vostra esperienza..

    Ciao, Antonella.

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