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Lo strano caso del Dr. Jekyll e Mr. Hyde

In Classici della Letteratura, Letture, Recensioni on settembre 24, 2008 at 12:22 pm

Leggere un classico della letteratura è come seguire la lezione di un vecchio maestro che a dispetto dell’età non è affatto stanco di dispensare utili insegnamenti e preziosi consigli ai propri allievi, sempre diversi eppure sempre uguali. Uguali a se stessi così come uguale a se stessa è l’umanità che cambia, tanto nella forma e poco, davvero poco, nella sostanza. “Mondo è stato, mondo è e mondo sarà” recita un vecchio adagio. Parole sante.

Il bene e il male sono componenti imprescindibili dell’animo umano, ciascun uomo può essere buono o cattivo ed è proprio di questa inscindibile dualità che parla R.L. Stevenson in uno dei capolavori che lo hanno reso celebre: “Lo strano caso del dottor Jekyll e di mister Hide”, pubblicato per la prima volta nel 1886 e che racconta della incredibile disavventura occorsa al rispettabile dottor Jekyll.

Il dottor Jekyll è uno scienziato che durante degli studi sulla psiche umana scopre che è possibile, attraverso una pozione, separare le due nature dell’animo umano: quella buona e quella malvagia. Commette però l’errore di sperimentare su di sé la propria scoperta: la sua personalità viene così scissa in due entità che, alternativamente, bevendo la pozione o l’antidoto, prendono possesso del suo corpo, stravolgendone anche l’aspetto: Jekyll infatti è una persona perbene, distinta ed educata; Hyde al contrario è malvagio, tozzo, sgradevole e capace di inimmaginabili nefandezze. Jekyll è rassicurante, Hyde incute paura.

Il racconto è davvero appassionante e risulta difficile chiudere il libro prima di raggiungerne la fine, l’autore è in grado di montare un thriller dai risvolti inquietanti che probabilmente nessuna trasposizione cinematografica o teatrale potranno mai rendere, semplicemente perché il lettore quando legge è solo. E quando si è soli si ha paura.

Leggere questo classico senza tempo significa conoscere di più e meglio la natura umana, quella degli altri e, soprattutto, la propria.

Giorgio Castriota

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  1. Per farvi ridere, senza avere altre pretese: in fatto di doppie personalità ho conosciuto una donna, docente all’università, che ha davvero una doppia personalità.. Ti boccia.. ti maltratta.. e poi si scusa, e dice che è colpa sua! Questo libro a noi tutti poveri studentelli, ci fa sempre pensare alla Dottoressa X…. Buona giornata!

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