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La voce del conte

In Classici della Letteratura, Letture, Recensioni on ottobre 10, 2008 at 10:45 pm

Gentili ideatori di Radio Primo Levi,

vorrei approfittare del Vostro invito per dar voce ad un tormento che mi strazierebbe l’anima se mai ne avessi una. Se ho ben chiaro lo spirito della Vostra nobile iniziativa, chiunque abbia da consigliare un libro può beneficiare della Vostra ospitalità, ebbene, io vorrei segnalare ai  cortesi ospiti di questo blog un libro che mi vede, mio malgrado, silenzioso protagonista.

Mi riferisco all’opera più nota dell’inglese Bram Stocker. Uno dei libri più appassionanti che io abbia avuto la fortuna di leggere e credetemi, in centinaia d’anni di non vita ne ho letti davvero tanti.

Mi preme fare ciò soprattutto per difendermi da una moltitudine di falsità che nel corso del secolo appena  trascorso mi sono state ignobilmente attribuite da decine di registi e sceneggiatori cinematografici, pensate, miei cari signori, che mi hanno addirittura descritto come un necrofilo che dorme in una bara. Mi dispiace dover sfatare quello che con gli anni è diventato un mito consolidato, ma io non ho mai dormito in una bara, e me ne guardo bene dal farlo. Io, per necessità legate alla mia natura di vampiro, devo semplicemente riposare nella terra della mia amata Transilvania.

Un tale Coppola mi ha poi attribuito una relazione sentimentale con una fanciulla, che tra l’altro non ho mai conosciuto, e che in virtù di una delusione d’amore io abbia scelto di servire le forze del maligno. Ma come si è permesso? Diffamare così un galantuomo!

Si dice poi che io non possa circolare alla luce del sole…bah, credeteci pure se vi fa sentire più sicuri, tanto peggio per voi.

Vorrei pertanto invitare tutti coloro che dovessero decidere di conoscere il mio mondo, magari nel disperato tentativo di potersene tenere alla larga, a disdegnare la visione di qualsivoglia opera cinematografica che si ricolleghi alle mie vicende e di preferire a queste la lettura del libro del signor Stocker che non mancherà certo di far trascorrere loro delle appassionate ore immersi in una lettura piacevole ed emozionante dalla prima all’ultima pagina.

Confidando nella Vostra considerazione, pur nella imperdonabile stravaganza delle mie azioni, invoco sulla mia indegna persona la vostra preziosissima attenzione.

Dal suo castello in Transilvania nell’ottobre dell’anno di Vostro Signore 2008

Il Vostro devotissimo Conte Dracula

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  1. “…la bocca era immobile, dalla piega piuttosto crudele e i denti eccezionalmente appuntiti che spuntavano dalle labbra, molto rosse e fresche per un uomo della sua età. Aveva orecchie pallide e appuntite,il mento largo e forte, le guance magre ma ferme.Il viso aveva un pallore straordinario…”. Superate le prime pagine ci si ritrova in men che non si dica all’ultima!

  2. “Noi non abbiamo bisogno di prove; noi non chiediamo a nessuno di credere noi!”

    Conosco Giorgio da diversi anni ed è una di quelle poche persone incontrate nella mia vita che vede accrescere ogni giorno la stima nei suoi confronti.

    Convengo che la storia narrata da Stoker sia immortale, un susseguirsi di emozioni che coinvolgono il lettore al punto tale che in diversi momenti lo portano a toccarsi il collo quasi a controllare che non sia stato infettato dall’ “immonda creatura”.
    Le diverse rappresentazioni cinematografiche hanno spesso dissacrato il racconto originale, per quanto ritenga che Coppola abbia diretto un fantastico film ci sono da sottolineare delle differenze sostanziali.
    Nel libro (redatto sotto forma di diario dei diversi protagonisti) non vi è alcuna traccia della morte della sposa di Dracula, soprattutto non vi è alcun riferimento alla somiglianza con Madam Mina Harker.
    Il Conte incontra Lucy Westenra a Withby una notte (11 agosto) durante un episodio di sonnambulismo della giovane amica di Mina; Mina scorge da lontano gli occhi del Conte ma pensa solo ad uno strano gioco di luci. Il primo vero incontro tra la signora Harker e il Conte avviene nel manicomio diretto dal dr Seward (proprio mentre il suo paziente preferito nonché fedele servitore di Dracula dice addio alla vita). Il Conte in preda all’ira per l’invasione osata dagli uomini nel tentativo di stanarlo assopisce Jonathan Harker mentre battezza Mina con il suo sangue (episodio narrato nel diario del dr Seward datato 3 ottobre).
    I due NON divengono mai amanti, nella Mina reale permane il senso di disgusto verso l’immonda creatura che lei non riesce neanche a chiamare Vampiro.
    La storia termina circa un mese a qualche miglio di distanza da Castel Dracula, nessuna lotta vera e propria, neanche con gli zingari, che vedendo il corpo del Conte dissolversi nella cassa dopo il colpo mortale inferto da Jonathan Harker e del signor Morris, decidono di scappare. Anzi nel momento in cui i due uomini gli tranciano la testa e conficcano il bowie nel cuore sul volto di Dracula appare un’espressione di pace, qualcosa che la sua anima dannata aveva dimenticato nel corso dei secoli.
    La storia d’amore narrata da Coppola è un adattamento cinematografico richiesto anche per cercare di coinvolgere maggiormente il pubblico e per chiudere un cerchio, creando maggiore pathos e sofferenza stessa tra i protagonisti.

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