RPL

Un’antica pasticceria di Rynek

In Pensiero on ottobre 22, 2008 at 6:16 pm
//www.flickr.com/laluzylasombra >

Sunrise in Breslau - Roberto Anglani < http://www.flickr.com/laluzylasombra >

Sono in piedi al centro della navata principale della Cattedrale di Breslavia. Una grossa porta di vetro alle mie spalle e due file di pesanti panche di legno davanti a me. Il suono familiare della cantilena con cui l’assemblea pronuncia il “Credo” rimbomba imponente in tutto l’edificio che diventa piccolo piccolo al suono di Dio. Le persone si mettono in piedi, si siedono con lo stessa solerzia mista a pigrizia che coglie tutti gli uomini la domenica mattina. Anche quelli di buona volonta’. C’e’ sempre un’onda che si propaga da qualche punto casuale delle panche. Il primo che si alza innesca una piccola esplosione umana che si espande con qualche ritardo. Le persone anziane sono le ultime; i distratti anche. I bambini scalpitano, si mettono in ginocchio, salutano i celebranti dall’altro lato della fila. E  le mamme inesorabilmente stringono le braccine perche’ stiano fermi almeno durante la messa. La solita noiosa follia da consumare di domenica. Oggi non c’è scuola ma si va in chiesa. Quando ero piccolo mi chiedevo che senso avesse il “settimo giorno”, se andava a sempre finire che mi dovevo stare zitto e fermo nella parte più bella della giornata.  Affianco a me un uomo dai capelli neri; rispettosamente in piedi. Non vi sono posti a sedere. Ha un bimbo biondo che gli corre intorno cercando di rimanere con le mani sui ginocchi. Il bimbo e’ impaziente e sicuramente ha fame: è quasi ora di pranzo. Già immagino il padre, in questa sibilante lingua slava, – Non puoi sederti a terra che e’ sporco e mamma si arrabbia! -. Quanto basta per rivedere un altro bambino nella chiesa di Don Guanella a Bari nel 1986. – Papa’ sono stanco di stare in piedi, mi prendi in braccio? -. – Dai, Robi fra 10 minuti andiamo a prendere i pasticcini da Fanelli aspetta poco poco -. – Ma io sono stanco! Ora mi siedo a terra! -. – No che mamma si arrabbia, siediti qui! -. Entrambi i bimbi nello stesso istante si sono seduti sui giganteschi piedi del papa’ e hanno appoggiato la testa sulle ginocchia. Finalmente un po’ di pace. Ora entrambi possono guardare quella strana signora truccata, li’ al penultimo banco, con un cappello decisamente orribile. – Perche’ non posso fare anche io la comunione? Voglio mangiare come il prete…beato lui! Questa storia poi della comunione a dieci anni non la capisco, perché aspettare così a lungo…? -. Un signore anziano attraversa l’imponente portone di bronzo laterale. Si toglie il cappello con un leggero inchino e una devozione vecchia di 2000 anni. Piccoli passi. La panchina piu’ vicina e’ tra i due confessionali. Trascina nel vecchio cappotto la stanchezza di una settimana lunga una vita. Ma il suo ritardo e’ perdonato perche’ anche Dio e’ anziano e la domenica si alza tardi.

Oggi, e’ la prima domenica di primavera qui a Breslavia. Dopo un rigido inverno, tutto sembra lumeggiato. Persino i vecchi tram socialisti, persino la mia nostalgia, il dolore del nostos. Respiro la brulicante malinconia che si specchia in tutta questa umanita’ cosi’ eguale, quasi ovunque nel mondo. Sorseggio un cappuccino in questa antica pasticceria di Rynek, mentre scrivo nella mia mente tutta la luce che stamani ha invaso la Polonia. Dopo i latrati dei tedeschi ed il metallo dei panzer, giunge oggi il sole ed il profumo di dolci, sulle stesse pietre che calpesto da giorni, ormai, con il mio passo fiero e incosciente. La cenere di Birkenau si è posata, il cielo ha trovato riposo. L’arbitrio è conchiuso. Un esercito di passeggini e fedeli, stamani, affolla le strade. Un omino, di fronte al Ratusz (il Municipio) vende zucchero filato e palloncini. E si sa, quando ci sono i palloncini, almeno due bambini devono piangere. Uno perche’ non puo’ averlo e l’altro perche’ gli e’ appena volato via. Nonostante le promesse delle madri il supplizio e’ il medesimo e aspettare per entrambi la prossima domenica, dipinge di inferno persino le nuvole che contrastano questo desueto cielo azzurro.  Sorseggio così alla salute di Breslavia e di questo parto odeporico in cui sono io il neonato e la puerpera, nel medesimo istante. Preparo nel mio sangue queste pigre parole domenicali e tutto questo mi basta per poter dormire e ricominciare da capo.

Roberto Anglani

Breslavia, Voivodato della Bassa Slesia, 6 Marzo 2007

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...