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The Musical Box – A Trick of the Tail

In Concerti, Musica on novembre 8, 2008 at 4:08 pm

musical-box

Lo sappiamo. Questo dovrebbe essere “solo” un articolo sul prossimo concerto in terra di Bari dei canadesi “The musical box”, la maniacale cover band dei Genesis alle prese con la “clonazione” del tour che seguì la pubblicazione dell’album del 1976 “A trick of the tail”. Ma credete davvero che potremmo farci sfuggire l’occasione di parlare ancora una volta del primo – e probabilmente più grande – amore della nostra magmatica vita musicale? Credete che si possa passare oltre, come se nulla fosse, senza fermarci a sottolineare lo splendore e l’importanza di questa pietra miliare del rock progressive, noi che siamo cresciuti a pane e maestoso rock sinfonico? E poi vorreste che tralasciassimo di parlare proprio dell’album della svolta, l’imprevisto colpo di coda dopo l’abbandono di Peter Gabriel, per correre – diceva lui – dietro un matrimonio in crisi ovvero – assai più probabilmente – per seguire la sua individuale quanto infinita personalità artistica che, invero, ancora oggi ci regala capolavori inarrivabili (al contrario dei suoi ex colleghi che hanno smesso già da un po’ di scrivere memorabili pagine di musica)? Tra l’altro – fateci crogiolare un po’ nel gossip – l’addio non fu dei più dolci e sereni se, vero come è vero, alla prima della nuova tournée (la stessa che oggi rivive grazie ai “The Musical Box”), Peter ebbe a sentenziare “Strano sentire Phil che usa così la sua voce; quando nel gruppo c’ero io era molto diversa, ora invece è così simile alla mia!”. Ma forse a posteriori potremmo dire che fosse solo gelosia – ed ora che pace è fatta, potrebbero ammetterlo anche gli interessati – per lo straordinario quanto inaspettato successo che i quattro orfani erano riusciti a registrare con quello che avrebbe dovuto essere – almeno nelle previsioni dei soliti tuttologi – il canto del cigno di Tony Banks, Mike Rutheford, Steve Hackett e Phil Collins. Invece, la terza posizione nella classifica inglese e soprattutto, per la prima volta nella storia del gruppo, la trentunesima in quella americana, segnarono il nuovo luminoso corso, l’anno successivo bissato da quell’altro capolavoro che è “Wind and Wuthering”. Su una cosa però occorre dar ragione a Peter: in fondo l’album risentiva ancora della sua magistrale lezione, con Banks che segnava il passo, con al fianco il fido Rutherford, ed Hackett che si sentiva più libero di proporre nuove soluzioni armoniche, mentre Collins, forse preoccupato del debutto da front man, era ancora in posizione defilata per quanto attiene le composizioni, anzi, in studio, dove era naturalmente anche batterista (incombenza che dal vivo, da allora in poi, lascerà al mitico Chester Thompson), tendeva più a dare un apporto da “semplice” esecutore alle creazioni dei suoi compagni. Ne vennero fuori perle di accecante luminosità quali “Dance on a Volcano”, che apre l’album e che sarà uno dei successi planetari della band, con quell’incedere imperioso ed un testo in stile Gabriel ispirato ai racconti dello sciamano sudamericano Carlos Castaneda, e “Squonk” (che cita uno scritto di Borges), i cui temi vengono poi ripresi nella track finale “Los Endos”, brano interamente strumentale (anche se in coda si sente appena la voce di Phil che riprende due versi della oceanica “Supper’s ready”, quella che occupa la quasi totalità del lato b di “Foxtrot”) cui fu scherzosamente dato un titolo spagnoleggiante per farne “la risposta dei Genesis a Carlos Santana”, in quel momento sulla cresta dell’onda; e poi “Robbery, Assault and Battery”, le splendide “Entangled”, “Ripples” (una delle nostre preferite in assoluto!), “Mad Man Moon” ed infine la title track: tutti tesi a formare un’opera che è universalmente riconosciuta come un capolavoro unico ed inimitabile, intoccabile nella discografia di qualsivoglia essere vivente pensante.

Ecco, ci siamo ricaduti; pur avendo anticipato la possibile (e giusta) critica, non siamo stati capaci di parlare esclusivamente dei “The Musical Box”, il gruppo che ha ottenuto la licenza di riprodurre i lavori dei Genesis nientemeno che dall’Arcangelo Gabriel in persona, il quale, catturato dalla caparbietà di una band che cerca di ricreare in maniera quasi maniacale lo show in tutti i suoi aspetti, ha più volte ammesso che “i Musical Box hanno ricreato molto accuratamente, devo dire, quello che facevano i Genesis; li ho visti con le mie figlie per far loro vedere cosa faceva il padre a quell’epoca”, mentre Phil e Mike li considerano addirittura migliori degli originali e Steve ha più di una volta concesso la sua presenza in concerto. Ma le nostre parole possono dire poco; infatti, se eravate in platea quando giunsero a Bari per la loro versione della mitica tournèe di “The lamb lies down on Broadway”, sapete di cosa stiamo parlando e di certo accorrerete al Palatour di Bitritto domenica 9 novembre (unica tappa nel sud Italia) per non lasciarvi sfuggire la nuova occasione. Se non eravate lì, allora fidatevi di noi (che peraltro non siamo affatto sostenitori del fenomeno delle cover band, anzi!) e non lasciatevi comunque sfuggire l’occasione di rivedere i migliori … Genesis; e – credeteci – dopo il “non del tutto” convincente show della reunion degli originali Phil, Mike e Tony, cui abbiamo assistito in una affollatissima e caldissima estate romana, non è cosa da poco.

Pasquale Attolico

Video: The musical box performs Genesis


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Pasquale Attolico è un profondo conoscitore della buona musica, conduttore di trasmissioni radiofoniche su Radio Sound City nonchè autore di eccezionali articoli attraverso i quali, dalle pagine di Barisera, trasmette con competenza e passione il suo smisurato amore per la musica. Il Presidio Primo Levi è felice ed onorato di poterlo ospitare. Benvenuto.

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  1. Le Vostre parole – assolutamente immeritate – scaldano il cuore e l’anima. L’onore è tutto mio, davvero. Alla prossima. pasquale

  2. Mi riengo fortunato per essere stato presente al concerto di Bitritto. Ho realmente rivissuto le sensazioni che provavo da adolescente quando mi immergevo nei magici solchi dei mitici LP con Peter Gabriel.
    Ho promessio a me stesso che farò di tutto per assistere ad una ulteriore performance della band.

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