RPL

Archive for the ‘Racconti’ Category

25 aprile è Liberazione dal Nazifascismo

In Pensiero, Politica, Racconti, Radio Primo Levi, Storia contemporanea on aprile 25, 2011 at 9:42 am

Nonostante la opulenta dimenticanza, nonostante i periodi ipotetici, le precisazioni, le allusioni e i tentativi di parificazione; nonostante i festeggiamenti della Pasqua che troppo spesso hanno il sapore del sale e del buio, le ipocrisie, le indignazioni starnazzate su Facebook e le solidarietà immaginarie, Radio Primo Levi ricorda la Liberazione d’Italia dall’Occupazione Nazifascista.

Nel farlo, non mistificheremo la memoria della Liberazione con offensivi sillogismi sui crimini dei partigiani, né riempiremo queste righe di pomposa retorica commemorativa. La Liberazione è stata compiuta da donne, uomini, statisti e sbandati alla ricerca di pane e vana gloria. Il fatto che alcuni non abbiano pagato per le violenze commesse, in azioni che nulla avevano a che fare con la Resistenza, non potrà mai essere un buon motivo per sporcare il ricordo di coloro che hanno lottato per liberare un Paese Occupato dalla ferocia militare dei nazisti.

Il pressapochismo con cui si cerca di parificare la lotta di Resistenza all’abominio dei nazifascisti, come due guerre di giovani spinti da “forti ideali seppur differenti” è una pratica che rigettiamo. Tra il luglio del 1943 l’aprile del 1945 l’Italia è stata palcoscenico di una guerra fratricida della cui complessità non si può non tener conto, chi semplifica sbaglia, chi lo fa per interesse è in malafede.

Nella vita si sceglie sempre.

RPL sceglie l’antifascismo.

E sceglie l’allontanamento dalla “zona grigia” e dalla vacanza morale dell’arbitrio e della violenza.

Buon 25 aprile 2011

Consigli di lettura:

  • Enzo Biagi, I quattordici mesi, Ed. Rizzoli.

Giulia Dream

In Racconti on settembre 27, 2009 at 9:43 pm

ragazza_rock

Anche quel giorno, puntuale come una sveglia, passò davanti al negozio con la sua chitarra a tracolla. Non ne conosceva il nome, eppure ogni volta che Ferruccio vedeva quella ragazza il suo cuore sussultava. Era molto bella, aveva i capelli rossi e gli occhi verdi, l’aspetto un po’ ribelle forse, eppure a lui piaceva anche per questo. Aveva deciso che sarebbe diventata la sua ragazza.

Ferruccio, suo malgrado, era costretto a guardarla attraverso due vetri: quello dell’acquario in cui era obbligato a vivere e quello della vetrina del negozio d’animali in cui attendeva fiducioso un padrone che se ne prendesse cura. Ferruccio infatti era un pesciolino, ma non uno qualsiasi, lui era un pesciolino speciale: in principio era destinato a diventare un bambino, un bambino come tutti i bambini di questo mondo, solo che per un errore irreversibile da parte dell’ufficio di collocamento delle anime era finito nel corpo sbagliato. Quello di un pesce. Però la sua sensibilità ed i suoi sentimenti erano rimasti quelli di un essere umano. Bel guaio.

Inoltre amava la musica rock, niente lo saziava e gli dava la possibilità di vivere al di là dei limiti che quel dannato errore gli avevano imposto come la musica. Adorava i Genesis, i Queen, i Pink Floyd e a volte si sentiva un po’ punk. Era un ribelle, un pesce rock.

Per ogni adolescente soffrire le pene d’amore è un gran bel guaio, ciascuno ne farebbe volentieri a meno. Per un pesce è ancora peggio. Decisamente peggio. Tuttavia Ferruccio non si perdeva d’animo: sperava, dannata follia, che un giorno sarebbe diventato un uomo in carne ed ossa. Che avrebbe imparato a suonare il basso elettrico, messo su una band e girato il mondo vivendo della sua passione. Aveva sentito che una sirena, una tale Maruzza, si era sposata ed aveva avuto anche dei figli. Se era successo a lei poteva capitare anche a lui. Viveva in virtù di un sogno, viveva per sognare, sognava per vivere.

A questo mondo nessuno può prevedere il futuro e a volte capita addirittura che i sogni diventino realtà. I sognatori sono fatti di poesia. Vivono un attimo, eppure gli basta.

Un giorno dopo tanti sospiri e migliaia di bollicine Giulia, questo il nome di quel sogno dai capelli rossi, entrò nel negozio e comprò quel pesciolino dai colori indefinibili. Tutto ciò che ne seguì non ci è dato saperlo, eppure è di pochi giorni la notizia della scoperta di una nuova specie animale: dei pesciolini rossi con gli occhi verdi che, sembra, diventino fecondi a seconda della musica che gli si fa ascoltare.  Pare che con i Nirvana in sottofondo si ottengano dei risultati impressionanti.

Solo sulla musica galleggiano i sogni.

Giorgio Castriota

 


Il favoloso regno dei Mungitori di Vacca

In Letture, Racconti on luglio 13, 2009 at 9:38 pm

anobii

L’altro giorno nel favoloso Regno dei Mungitori di Vacca, inconsapevoli custodi della antica saggezza dei tempi che saranno, si è tenuto il Gran Consiglio dei Ministri. La ricorrenza non è da poco e merita molta attenzione: il Consiglio si riunisce una volta ogni tre settimane per scegliere il libro che i sudditi del Regno dovranno leggere in segno di riconoscenza al dio Anobii, una divinità che ha la capacità di rendere migliori coloro che la venerano e far diventare somari tutti quelli che non le rendono omaggio. È un dio molto potente.

Il Gran Consiglio si è celebrato nella favolosa villa della Principessa Taua, Ministro della Generosità, che ha accolto tutti con un meraviglioso buffet a base di dolci e gentilezza. Dopo aver onorato la padrona di casa i Ministri presenti hanno rimesso il mandato nelle preziose mani della Principessa Levantina che li ha impastati con delle misteriose spezie, avute in dono da Marco Polo in persona, in una squisita torta alla crema mangiando un pezzetto della quale tutti i Ministri sono ritornati ad essere tali, ma ciascuno con la consapevolezza accresciuta di dover fare la scelta giusta nell’esclusivo interesse del popolo. È un rito molto importante che solo le Principesse dalle dita affusolate sono in grado di celebrare: sbagliando dosi si rischia di avvelenare i ministri trasformandoli irrimediabilmente in rospi.

Il Consiglio è durato due giorni e due notti. Durante questo tempo i Ministri hanno a lungo discusso sulla scelta da effettuare, ascoltando anche i pareri di importanti ambasciatori di paesi alleati come quello di Sua Eccellenza il Professor Krupp e quello della nobile Suzanne, una cui ambasciata è stata letta a gran voce dal Ministro Polpetta. Il tutto è stato messo a verbale dalla Principessina Crudelia, Ministro della Cattiveria, giusto per farle fare qualcosa visto che nel Regno dei Mungitori di Vacca la Cattivera è stata bandita per l’eternità.

Alla fine la decisione è stata presa ignorando le proteste di due nuovi Ministri, il prode Metallo Urlante e la nobile Ermenegilda, che sono stati allontanati dal tavolo in quanto incapaci di tenere a bada un gattino goloso e molto dispettoso che minacciava di graffiare con i suoi affilati artigli il magnifico Nicodemo, Ministro della Musica con delega per i gelati al Pinolo.

Il titolo sul quale è ricaduta la scelta dei saggi Ministri è stato immediatamente annunciato al popolo dalle guardie del Re che stanno già approntando delle librerie speciali per distribuire il libro ai sudditi.

Il divino Anobii sia con voi.

Giorgio Castriota

Delusa dal Paradiso

In Letture, Pensiero, Racconti, Recensioni on aprile 29, 2009 at 10:12 am

Delusa dal Paradiso

Delusa dal paradiso è un romanzo imperniato sulla figura di Ruth Pirovano, una donna che lotta con ogni mezzo (anche illecito) per fuggire dalla povertà patita nella sua famiglia di Taranto, riuscendo a diventare ricchissima. Ruth incarica il giornalista Michele Traetta (che, a causa della propria integrità morale, ha perso lavoro e famiglia) di scrivere la sua biografia. Dal racconto della donna emergerà una figura cinica, scaltra, affascinante e pronta a tutto pur di appagare la propria avidità, lungo un arco di tempo che parte dagli anni Settanta fino a lambire i primi anni del Duemila. Diversi sono i personaggi che incroceranno la scalata al successo di Ruth, come lo stilista Piero Graziani; l’imprenditore Marcello Pirovano; Carola, la fragile e travagliata figlia di Ruth, tutti ‘inariditi’, quasi depotenziati nelle loro aspirazioni dalla carica ‘demoniaca’ della protagonista, con la sola eccezione dell’inafferrabile rockstar Jake Sykes, personificazione dell’arte, che resiste orgogliosamente alle lusinghe del denaro e del facile successo. Il titolo del romanzo racchiude dunque la peculiarità ‘demoniaca’ di Ruth, ossia la sua esasperata brama di denaro e potere, la sua ostinata incapacità di elevarsi rispetto all’arida materialità della vita. Il suo non è dunque un paradiso perduto (Sacre Scritture, Paradise Lost di Milton), ma rifiutato: Ruth, sebbene ossessionata dalla voglia di possedere Jake, il paradiso, così ‘diverso’ da lei da costituire la sua unica fonte di frustrazione, cede puntualmente alla necessità di ripiombare tra i suoi ‘limiti sensoriali’, appunto tra le sue coordinate materiali entro le quali può esercitare il ‘potere’. Le problematiche essenziali affrontate dal romanzo sono: (1) i privilegi non soltanto sociali, ma anche etici, che la società contemporanea accredita a chi possiede una considerevole fortuna economica; (2) il duplice problema del ruolo dei mass media nella nostra società: la morbosità voyeuristica dei mass media ma d’altro canto la non meno preoccupante spregiudicatezza con cui, chi può, ne fa uso per distorcere la verità; (3) l’indifferenza con cui assistiamo alla sopraffazione dei sentimenti e della dignità umana, rendendoci così complici del male. Stilisticamente, sono certamente i lunghi dialoghi a caratterizzare il romanzo; senza dimenticare che la narrazione è effettuata quasi esclusivamente dalla protagonista, che offre un punto di vista assolutamente parziale della storia. Il racconto della donna presenta alcuni passaggi bruschi, alcuni arresti (graficamente rappresentati dal rigo bianco tra due capoversi), e, man mano che si avvia alla conclusione, diventa più contratto e più disperato, fino allo scioglimento finale. Un’ultima nota: Ruth nasce a Taranto, parte per Bari, poi raggiunge Roma e così via… Le due città pugliesi non sono state apertamente citate per protestare contro chi (dall’attuale governo ai comuni cittadini che additano continuamente il nord come una sorta di ‘culla della civiltà’ senza poi fare nulla di concreto per la propria terra) vuole soffocare il sud e non ne riconosce più la cultura e la dignità.

L’autrice
Sara Notaristefano è nata a Taranto nel 1980. Si laurea cum laude nel 2004 con una tesi in letteratura teatrale italiana intitolata ‘La caduta della lucciola. Pirandello e gli spettri dell’oltre’. Successivamente inizia la sua collaborazione con il semestrale di critica letteraria diretto da Raffaele Nigro e da Lino Angiuli «incroci», che ha accolto i seguenti saggi e recensioni:

  • recensione a K. Gibran, La stanza del profeta, San Paolo, Torino 2004, in «incroci», n. 11, luglio-dicembre 2005
  • saggio: La scrittura come vendetta dell’oltre: i Quaderni di Serafino Gubbio operatore, in «incroci», n. 12, gennaio-giugno 2006
  • recensione a G. Rosato, La casa del prete, Carabba, Lanciano 2005, in «incroci», n. 12, gennaio-giugno 2006
  • recensione a Quaderni del dottorato di Italianistica 2004/2005, voll. 2, B. A. Graphis, Bari 2005, in «incroci», n. 13, luglio-dicembre 2006
  • saggio Il Sessantotto di Pasolini: la solitudine di un tolemaico, in «incroci», n. 18, luglio-dicembre 2008.

Da qualche mese collabora con la Stilo editrice di Bari.

***

Il volume sarà presentato il giorno 7 Maggio 2009 presso la Chiesa Russa a Bari.

Durante la presentazione saranno letti alcuni brani tratti dal romanzo con accompagnamento musicale eseguito dal vivo.

Interverrano: l’autrice, Gilda Camero (Barisera), Elettra Dinapoli (direttrice della biblioteca della VI circoscrizione Carrassi-S. Pasquale), Loredana Grandolfo (lettura brani), Domenico Mezzina (Università degli Studi di Bari), Leo Palmisano, Leonardo Scorza, Raffaele Stellacci (accompagnamento musicale).

La costellazione di Chiaralba

In Poesia, Racconti on novembre 11, 2008 at 10:00 pm

La costellazione di Chiaralba è la costellazione delle cose all’inizio ed è governata dalla fata albina e tenera da cui prende il nome. E’ una delle più affascinanti perché è formata dalle famose stelle d’acqua, molto simili alle bolle di sapone terrestri. In queste enormi sfere fluide, tutte di colore diverso, raggruppate però per ordini di sfumature,tutto è morbido al tatto, liscio come seta e anche il cibo non si indurisce mai. Gli abitanti di questa strana costellazione, i chiaralbini sono esseri proiettati verso il futuro, e parlano sempre di quello che faranno, di quello che mangeranno, di quello che vedranno. La loro lingua è chiaramente coniugata solo al futuro. E, guardando sempre a quello che sarà, sono tutti ottimisti si divertono e si ripetono che domani andrà meglio. Ogni stella d’acqua, trasparente e profumata, capace per una strana legge celeste di rimanere sospesa e allo stesso tempo di essere ondeggiante (in questo modo i suoi abitanti hanno sempre la sensazione di essere cullati e coccolati, senza per questo essere piccoli) ha un paesaggio naturale straordinario: gli alberi sono realizzati in un materiale molto simile al rame sottile e i fiori sono perline azzurre, rosa o verdi.Spesso i chiaralbini usano queste perline per adornarsi nelle serate di festa, quando queste perline si illuminano, e sullo sfondo del cielo, appaiono disegni fantastici, volute e arabeschi fatti con le nuvole.

chiaralba024

In genere, quando si salutano gli abitanti di queste stelle si abbracciano e rimangono così a scambiarsi affettuosità almeno per un quarto d’ora. Un tempo inferiore viene preso come una grande scortesia,uno più lungo come un segno di maggiore legame. Ci si scambia spesso caramelle alla frutta stellare, torroni di meteore, una prelibatezza che si produce solo qui e cioccolatini di ogni tipo, forma e grandezza per la gioia dei piccoli. I bambini in questa costellazione vivono in piena libertà, non vanno a scuola perché c’è un sistema sofisticato che permette loro di imparare tutto ingerendo una speciale bevanda, un succo magico che si differenzia a seconda delle materie da assumere. Molti, quelli che ne bevono in grandi quantità sono a cinque o sei anni dei geni, anche nel campo musicale, perché spontaneamente sulle stelle d’acqua affiorano degli strumenti, tutti rigorosamente del futuro che solo i chiaralbini sanno suonare.

chira011

Ogni astro racchiude il segreto di una cosa al principio:c’è la stella di chi sta per varcare la soglia e baciare la moglie che lo aspetta, quella di chi sta per cominciare un nuovo lavoro, quella di chi è in procinto di partire per un viaggio, pronto con le sue valigie ad esplorare il cielo. C’è la stella del primo giorno di scuola, della prima carezza sui capelli, del primo bacio. Quella della prima mano stretta, del primo pianto per amore, della prima volta in cui gli occhi hanno incrociato il mare. Chiaralba è un mondo sospeso dove tutti desiderano andare ma è necessario prima intraprendere la via dei sogni…

Gilda Camero

**************************

I disegni che illustrano il fantastico mondo di Chiaralba sono stati realizzati da Grazia Longobardi, anima pura e sensibile, che ha interpretato con la sua matita la brillante fantasia di Gilda Camero. Infinite grazie ad entrambe.