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La chiave a stella

In Letture, Pensiero, Recensioni on gennaio 8, 2009 at 1:37 am

levi

 

Questo Presidio è, tra le altre cose, un modo per i suoi autori di onorare la memoria di Primo Levi. L’amore per il percorso intellettuale tracciato dall’opera dello scrittore torinese è la scintilla che ha acceso il fuoco che alimenta questo spazio web. Gli scritti di Primo Levi sono preziosi: costituiscono, di per sè, un presidio dell’intelligenza, dell’umana volontà di comprendere il mondo e di descriverlo. Un baluardo imprescindibile nella cultura del secolo appena trascorso, un capitolo fondamentale per la formazione di chi scrive.

La chiave a stella” è il primo romanzo d’invenzione di Primo Levi, una ulteriore testimonianza del suo profondo amore per il lavoro. Lavoro che gli ha consentito di tornare a casa dai lager nazisti. Una delle più riuscite prove dell’uomo di ricreare l’inferno su questa terra.

Credo che gli unici uomini che possano parlare, non a sproposito, di libertà siano coloro i quali la libertà l’hanno perduta ingiustamente. Primo Levi è tra questi:

“Il termine “libertà” ha notoriamente molti sensi, ma forse il tipo di libertà più accessibile, più goduto soggettivamente, e più utile al consorzio umano, coincide con l’essere competenti nel proprio lavoro, e quindi nel provare piacere a svolgerlo.”

Più di una volta leggendo Primo Levi ho avuto la sensazione netta di arricchirmi, di ricevere preziosi “consigli”, come quelli che danno i genitori ai propri figli quando cercano di prevenire le ineludibili  difficoltà della vita che, presto o tardi, veleranno di grigio la serenità dei loro bambini.

Un’altra sensazione che si ha è quella di leggere lo scritto di un acuto osservatore della realtà, di un uomo che probabilmente non ha modificato il corso delle cose, ma sicuramente le ha descritte nel migliore dei modi possibili:

“Io credo che gli uomini siano fatti come i gatti. Se non sanno cosa fare, se non hanno topi da prendere, si graffiano tra di loro, scappano sui tetti, oppure si arrampicano sugli alberi e magari poi gnaulano perché non sono più buoni a scendere. Io credo che per vivere contenti bisogna per forza avere qualche cosa da fare, ma che non sia troppo facile; oppure qualche cosa da desiderare, ma non un desiderio così per aria, qualche cosa che uno abbia la speranza di arrivarci.”

Parole sante.

Giorgio Castriota

 

 

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